Nel 2024 il 70,2% delle PMI italiane (10-249 addetti) ha raggiunto un livello base di digitalizzazione, ma solo il 26,2% si colloca su livelli avanzati — contro il 97,8% e l’83,1% delle grandi imprese, secondo l’ultimo report ISTAT “Imprese e ICT”. Il divario non riguarda tanto la presenza online di base, quanto la capacità di usare gli strumenti digitali in modo strutturato: e-commerce, integrazione dei processi, intelligenza artificiale.
Per le imprese del cuneese, spesso di piccole dimensioni e radicate in settori tradizionali come manifatturiero, alimentare e artigianato, questo scarto non è un dato astratto: si traduce in cataloghi cartacei mai digitalizzati, siti web fermi a dieci anni fa e processi commerciali che dipendono ancora da telefono ed email senza alcun automatismo.
Colmare questo divario è diventato un obiettivo esplicito delle politiche regionali, con bandi e voucher dedicati che negli ultimi anni hanno messo a disposizione decine di milioni di euro per le imprese piemontesi.
In questo articolo:
- A che punto sono le PMI cuneesi con la digitalizzazione
- Dove si concentra il ritardo
- I bandi regionali a sostegno della digitalizzazione
- Da dove iniziare concretamente
- Come Digityze affianca le PMI cuneesi
A che punto sono le PMI cuneesi con la digitalizzazione
I dati ISTAT più recenti (report “Imprese e ICT 2024”, pubblicato a gennaio 2025) misurano la digitalizzazione con il Digital Intensity Index: nel 2024 il 70,2% delle PMI italiane con 10-249 addetti ha raggiunto un livello base — cioè utilizza almeno quattro delle dodici attività digitali monitorate — ma solo il 26,2% arriva a un livello avanzato, contro il 97,8% e l’83,1% delle grandi imprese. L’aggiornamento 2025 dell’indicatore mostra un miglioramento generale, ma il divario dimensionale resta ampio, in particolare sull’adozione di intelligenza artificiale, dove la distanza tra piccole e grandi imprese è addirittura cresciuta negli ultimi anni.
Per il tessuto produttivo cuneese, fatto in larga parte di micro e piccole imprese manifatturiere e alimentari, questo significa che la maggioranza delle aziende opera ancora con strumenti digitali di base — email e sito vetrina statico — senza sfruttare e-commerce, automazione dei processi o strumenti di analisi dati.
Dove si concentra il ritardo
Il ritardo digitale delle PMI del cuneese non è uniforme. Alcune aree restano sistematicamente indietro rispetto ad altre:
- Presenza online limitata a un sito vetrina non aggiornato da anni, senza integrazione con canali di vendita
- Assenza di un e-commerce anche in aziende che già vendono fuori regione o all’estero
- Cataloghi prodotto solo cartacei o in PDF statici, non consultabili né aggiornabili online
- Nessun sistema di raccolta dati sui clienti o sulle vendite oltre il gestionale contabile di base
I bandi regionali a sostegno della digitalizzazione
Negli ultimi anni la Regione Piemonte, in collaborazione con Unioncamere Piemonte e le Camere di Commercio piemontesi (inclusa quella di Cuneo), ha attivato diverse edizioni del Voucher digitalizzazione PMI, con dotazioni finanziarie che nelle edizioni più recenti si sono aggirate tra gli 11 e i 12,2 milioni di euro, destinate a software, e-commerce, cybersecurity e tecnologie 4.0. A giugno 2026 la Regione ha approvato la scheda tecnica per una nuova edizione dello strumento. A questo si affianca il bando “Digitalizzazione ed efficientamento produttivo delle imprese”, che per le PMI prevede un contributo a fondo perduto fino al 24,5% delle spese ammissibili oltre a un finanziamento agevolato: la linea per l’efficientamento produttivo ha riaperto lo sportello il 7 luglio 2026, quella per la digitalizzazione riapre il 13 ottobre 2026, entrambe attive fino al 29 ottobre 2028 o a esaurimento risorse.
Questi strumenti riducono in modo significativo l’investimento iniziale richiesto a un’impresa per avviare un progetto di digitalizzazione, ma richiedono di presentare un progetto tecnico coerente con i requisiti del bando — un passaggio in cui affidarsi a un partner tecnico esperto fa la differenza tra una domanda accolta e una respinta.
Da dove iniziare concretamente
Per una PMI cuneese che parte da una presenza digitale minima, l’ordine di priorità più efficace segue solitamente questa sequenza: prima un sito web funzionale e aggiornato, poi la digitalizzazione del catalogo prodotti, infine — se il modello di business lo consente — l’apertura di un canale e-commerce o di un configuratore prodotto online.
Saltare direttamente a strumenti avanzati senza una base solida — un sito lento, non responsive o senza SEO di base — vanifica gran parte dell’investimento successivo.
Come Digityze affianca le PMI cuneesi
Con sede nel cuneese e presenza consolidata nel tessuto produttivo piemontese e ligure, Digityze accompagna le PMI nei progetti di digitalizzazione, dalla realizzazione di siti WordPress e WooCommerce alla consulenza sui bandi regionali disponibili.
Per le aziende che valutano di partire proprio dal sito web, la guida su prezzi e tempistiche per la realizzazione di un sito a Cuneo offre un primo orientamento concreto sui costi da prevedere.
Domande frequenti sulla digitalizzazione delle PMI cuneesi
Perché le PMI del cuneese sono indietro nella digitalizzazione?
Il ritardo dipende spesso dalla struttura del tessuto produttivo locale, fatto in prevalenza di micro e piccole imprese manifatturiere e alimentari, dove gli investimenti in digitale sono stati storicamente considerati secondari rispetto alla produzione.
Quali bandi esistono per la digitalizzazione delle PMI in Piemonte?
Il principale è il Voucher digitalizzazione PMI, gestito da Unioncamere Piemonte con le Camere di Commercio piemontesi (inclusa quella di Cuneo). A questo si affianca il bando regionale “Digitalizzazione ed efficientamento produttivo delle imprese”, con due linee di finanziamento che riaprono nel corso del 2026.
Da dove conviene iniziare un percorso di digitalizzazione aziendale?
Dal sito web: è la base su cui costruire ogni sviluppo successivo, dal catalogo prodotti digitale fino all’e-commerce, e senza una base solida gli investimenti successivi rendono meno del previsto.
Un’impresa molto piccola può accedere ai voucher digitalizzazione?
Sì, i bandi regionali sono rivolti a micro, piccole e medie imprese secondo la definizione europea, e non richiedono dimensioni aziendali minime particolari per partecipare.
Il divario digitale delle PMI cuneesi è reale ma non incolmabile: i dati mostrano un ritardo strutturale rispetto alle grandi imprese, non un’impossibilità tecnica o economica di recuperarlo, soprattutto con i bandi regionali oggi disponibili.
Partire da una base solida — un sito web funzionale e un catalogo digitale aggiornato — resta il passo più concreto per ridurre questo scarto nei prossimi anni.